Responsabile:
dr. Guido
Grappiolo
La chirurgia ortopedica di tipo protesico è in grado di curare efficacemente la
patologia degenerativa delle articolazioni, essenzialmente l'artrosi, e in modo
minore fratture, artriti, tumori. Grazie all'evoluzione delle tecniche e dei materiali, l'impianto
di una protesi consente di ottenere un risultato duraturo ed è in grado di togliere il dolore e di
restituire mobilità e funzionalità normali all'articolazione e, in una persona efficiente e
giovane, fornisce la possiblità di praticare alcune attività sportive.
L'équipe utilizza
vari tipi di protesi: non cementate, ovvero costituite da uno stelo di lega di
titanio che viene applicato a diretto contatto con l'osso, e quelle cementate, ovvero ricoperte da
uno strato di cemento acrilico che impedisce il diretto contatto dello stelo con l'osso e infine
protesi di superficie. Le tipologie sono ugualmente valide, affidabili e durature. La
scelta della protesi viene fatta dal chirurgo che interpreta nel modo più corretto
i parametri da cui emergono le indicazioni per l'utilizzo di un tipo di protesi piuttosto che
dell'altro (sesso, età, indice di osteoporosi, indice morfo-corticale, necessità di performance
ecc).
Protesi di ginocchio vengono impiantate con
tecnica mini invasiva perciò che concerne le mono comportamentali (piccole protesi
di un solo condilo). Vengono anche applicate protesi totali di ginocchio che possono essere con o
senza cemento. Nei casi ove vi è indicazione si usa la navigazione mediante strumenti complessi
computerizzati.
In Humanitas l'
indicazione chirurgica della coxartrosi (la forma di artrosi a carico dell'anca)
viene generalmente effettuata dopo aver eseguito una terapia conservativa di tipo farmacologico e
fisioterapico, per ripristinare o mantenere la funzionalità dell'articolazione. Solitamente il
paziente effettua in regime di prericovero tutti gli esami necessari e un prelievo di sangue per
un'eventuale autotrasfusione in sede operatoria. La
preparazione in Day Hospital riduce al minimo la necessità di ricovero.
L'intervento di impianto di protesi d'anca può essere eseguito con via di accesso tradizionale o
mini invasiva e con un'incisione di pochi centimetri. L'intervento può essere più o meno
conservativo, a seconda del tipo di protesi utilizzata: quella classica sostituisce integralmente
la testa e il collo del femore e riveste la parte dell'anca catiloidea del bacino; quella di
superficie, invece solitamente utilizzata per pazienti giovani, riveste la testa del femore e la
parte acetabolare.
Dopo l'intervento, la
degenza media presso il reparto è di 4 giorni. Il paziente viene in seguito
indirizzato al reparto di dove si dà inizio a una terapia rieducativa che può continuare a
domicilio.